INTERVISTA di Corinne Minore per “SOLO DONNE” in onda 4 Maggio 2007 al PREFETTO DI AREZZO FRANCESCA ADELAIDE GARUFI
C.M. C’ è un settore dove l’Italia primeggia in Europa ed è quello dell’emergenza idrica. Insieme ad altri 8 paesi è considerata infatti una nazione water stressed, cioè a forte rischio scarsità acqua. Ne parliamo oggi a solo donne con il prefetto di Arezzo Francesca Adelaide Garufi, benvenuta. Prefetto Garufi, in che modo la prefettura è coinvolta nel problema dell’ acqua?
“E’ coinvolta e sarebbe coinvolta ovviamente nella fase dell’emergenza acuta poiché è la parte emergenziale che compete allo Stato. Il governo delle acque vede invece oggi protagonisti gli enti regionali e le autorità di bacino che naturalmente hanno l’assetto del territorio e di conseguenza si occupano delle acque. Le prefetture sono state coinvolte dalla circolare del Presidente del Consiglio a fare da cerniera eventualmente e raccordarsi con le altre autorità locali preposte per gestire eventualmente situazioni di emergenza che si dovessero verificare, ma non siamo ancora a questo stadio.
C.M. Il 22 marzo in occasione della giornata mondiale dell’acqua la Comunità Europea ha svolto una conferenza sul progetto delle azioni comunitarie tese a fronteggiare appunto la scarsità di acqua. Ma per quanto riguarda la provincia di Arezzo in che situazione siamo oggi?”
Ho fatto una riunione per capire e fare un punto della situazione e prefigurare quali potessero essere le future emergenze. Devo dire che dalla riunione è emerso un quadro non catastrofico almeno per quanto riguarda questa provincia. Mi sono state fornite delle assicurazioni dalle due società che gestiscono le acque che la situazione è ad un certo livello ovviamente di preoccupazione ma non in fase acuta. Resta sicuramente un problema di sensibilizzazione della collettività verso un uso più responsabile dell’acqua e questo è un elemento certamente fondamentale di cui soprattutto le amministrazioni locali a cominciare dai comuni dovrebbero occuparsi, di fare opera di sensibilizzazione nei riguardi della collettività verso un utilizzo più responsabile, più oculato e più parco dell’acqua e andrebbe fatto addirittura a livello metodologico, a partire dai bambini ad un uso più responsabile.“
C.M. Quindi una grande campagna di informazione?
“Quindi una campagna di informazione che ovviamente fa fatta in via generale ma anche in modo molto capillare dalle amministrazioni locali. Poi ovviamente c’è un problema che potrebbe verificarsi, ma fortunatamente pare che nel nostro territorio non ci sia di eventuali attingimenti illegali, ed era uno degli altri punti sottolineati proprio dalla circolare del Presidente del Consiglio. Ci sono regioni probabilmente del sud in cui questo fatto si verifica con maggiore frequenza . Qui in questo territorio non è stato come dire, evidenziato e questo chiaramente ci conforta. A questo punto, avuta questa rassicurazione, che non ci sono fenomeni di attingimento illegale, nella riunione che è stata fatta in prefettura sull’emergenza idrica giovedì il 12 aprile se non erro, ho avuto questo genere di riferimenti e che comunque c’era una situazione di livello di guardia , di attenzione diciamo più che di guardia rispetto al quale bisognava attendere e capire bene anche in relazione all’andamento climatico il da farsi . Quindi non è stato evidenziato in termini drammatici, almeno non per il momento. Un problema è stato evidenziato in agricoltura e soprattutto per quanto riguarda l’approvvigionamento idrico per il bestiame. Quindi ci sono degli elementi di criticità, che potrebbero in futuro verificarsi, come si sono verificati negli anni passati a fronte di crisi del genere alle quali poi si farà fronte appunto o con il corpo nazionale vigili del fuoco ma con le stesse società che distribuiscono l’acqua che hanno assicurato i mezzi e cioè le autobotti , i mezzi idonei per portare l’acqua ove nelle condotte ne scarseggiasse. “
C.M. Io ho a malapena qualche geranio nel mio balcone, quindi assolutamente non ho problemi di questo tipo però leggendo i giornali e ascoltando i mass media la preoccupazione per le coltivazioni che poi hanno bisogno di acqua rimane grande. Secondo lei c’è questa possibilità, nonostante la diga di Montedoglio, quindi uno dei più grandi bacini dell’Italia centrale?
“Io non sono un tecnico e non ho le competenze tecniche che mi possano dare la risposta perché sono i tecnici che devono dire quando si arriva a livello di guardia . Non si è arrivati a livello di guardia, quindi questa preoccupazione è una preoccupazione rispetto alla quale potrebbero non verificarsi delle situazioni drammatiche. Certo è che le amministrazioni comunali potrebbero fare pure delle ulteriori cose, per esempio fare delle ordinanze con il divieto di annaffiamento dei propri giardini, non dico dei gerani sul balcone ma di chi ha i giardini cose che si verifica frequentemente soprattutto in questo bel territorio di Arezzo e particolarmente in provincia , chi ha i prati, le aiuole, le ville è chiaro che in questo ambito un uso più oculato potrebbe sicuramente giovare. E a questo fine le amministrazioni locali potrebbero emanare delle ordinanze irrigimentando un po’ l’utilizzo dell’acqua. Non sono in possesso di informazioni oltre quelle che mi sono state riferite nel corso di questa riunione che ripeto io ho convocato non perché la prefettura sia un attore primario ma l’elemento che interviene con gli strumenti poi della protezione civile solo nel momento dell’emergenza. Allora dico prima di arrivare all’eventuale emergenza capiamo in che ambito ci muoviamo. Le rassicurazioni che mi sono state in parte fornite possono giovare a dire che c’è da fare molta attenzione però forse in questa provincia la situazione non è così preoccupante. Stiamo a vedere se effettivamente questo si verificherà e in che termini. “
C.M. Prefetto Garufi la sua carriera è davvero brillante e in effetti leggendola verrebbe da mettere da parte qualsiasi discorso sulle pari opportunità . Una donna capace ce la fa comunque. Lei cosa ne pensa essendo poi da molti anni componente del comitato pari opportunità del Ministero dell’Interno?
“Sono molto fiduciosa perché le donne soprattutto nel ministero dell’interno hanno fatto passi da gigante in questi ultimi anni. Se lei pensa che solo nel 90 le donne prefetto erano lo 0,1%; questa percentuale è piano piano salita nel corso di questi ultimi 15 anni per arrivare al 14% nel 2005. Il che significa che la tenacia delle donne alla fine conta. Conta anche sicuramente per esempio avere questo primato in Toscana di 4 donne prefetto su 10 province, che è un record che non ha nessun’altra regione. Questo è sicuramente un indice di apertura che però non si riscontra in tutti i
livelli. Credo che pian piano… ma certo bisogna lavorare molto e bisogna sforzarsi e lavorare di più di quanto poi non siano costretti a fare gli uomini”
C.M. E’ passato un anno dalla prima puntata di SOLO DONNE. Per me è voltato e sono contenta di aver avuto per festeggiare un anno di voce alle donne un’ ospite così prestigioso come Lei Prefetto Garufi .
Corinne Minore
solodonne@filmando.tv