INTERVISTA di Corinne Minore per “SOLO DONNE” al PREFETTO FRANCESCA ADELAIDE GARUFI

Posted Giugno 12, 2007 by solodonne
Categories: Donne, Solo Donne, femminismo

INTERVISTA di Corinne Minore per “SOLO DONNE” in onda 4 Maggio 2007 al PREFETTO DI AREZZO FRANCESCA ADELAIDE GARUFI

C.M. C’ è un settore dove l’Italia primeggia in Europa ed è quello dell’emergenza idrica. Insieme ad altri 8 paesi è considerata infatti una nazione water stressed, cioè a forte rischio scarsità acqua. Ne parliamo oggi a solo donne con il prefetto di Arezzo Francesca Adelaide Garufi, benvenuta. Prefetto Garufi, in che modo la prefettura è coinvolta nel problema dell’ acqua?

E’ coinvolta e sarebbe coinvolta ovviamente nella fase dell’emergenza acuta poiché è la parte emergenziale che compete allo Stato. Il governo delle acque vede invece oggi protagonisti gli enti regionali e le autorità di bacino che naturalmente hanno l’assetto del territorio e di conseguenza si occupano delle acque. Le prefetture sono state coinvolte dalla circolare del Presidente del Consiglio a fare da cerniera eventualmente e raccordarsi con le altre autorità locali preposte per gestire eventualmente situazioni di emergenza che si dovessero verificare, ma non siamo ancora a questo stadio.

C.M. Il 22 marzo in occasione della giornata mondiale dell’acqua la Comunità Europea ha svolto una conferenza sul progetto delle azioni comunitarie tese a fronteggiare appunto la scarsità di acqua. Ma per quanto riguarda la provincia di Arezzo in che situazione siamo oggi?”

Ho fatto una riunione per capire e fare un punto della situazione e prefigurare quali potessero essere le future emergenze. Devo dire che dalla riunione è emerso un quadro non catastrofico almeno per quanto riguarda questa provincia. Mi sono state fornite delle assicurazioni dalle due società che gestiscono le acque che la situazione è ad un certo livello ovviamente di preoccupazione ma non in fase acuta. Resta sicuramente un problema di sensibilizzazione della collettività verso un uso più responsabile dell’acqua e questo è un elemento certamente fondamentale di cui soprattutto le amministrazioni locali a cominciare dai comuni dovrebbero occuparsi, di fare opera di sensibilizzazione nei riguardi della collettività verso un utilizzo più responsabile, più oculato e più parco dell’acqua e andrebbe fatto addirittura a livello metodologico, a partire dai bambini ad un uso più responsabile.

C.M. Quindi una grande campagna di informazione?

Quindi una campagna di informazione che ovviamente fa fatta in via generale ma anche in modo molto capillare dalle amministrazioni locali. Poi ovviamente c’è un problema che potrebbe verificarsi, ma fortunatamente pare che nel nostro territorio non ci sia di eventuali attingimenti illegali, ed era uno degli altri punti sottolineati proprio dalla circolare del Presidente del Consiglio. Ci sono regioni probabilmente del sud in cui questo fatto si verifica con maggiore frequenza . Qui in questo territorio non è stato come dire, evidenziato e questo chiaramente ci conforta. A questo punto, avuta questa rassicurazione, che non ci sono fenomeni di attingimento illegale, nella riunione che è stata fatta in prefettura sull’emergenza idrica giovedì il 12 aprile se non erro, ho avuto questo genere di riferimenti e che comunque c’era una situazione di livello di guardia , di attenzione diciamo più che di guardia rispetto al quale bisognava attendere e capire bene anche in relazione all’andamento climatico il da farsi . Quindi non è stato evidenziato in termini drammatici, almeno non per il momento. Un problema è stato evidenziato in agricoltura e soprattutto per quanto riguarda l’approvvigionamento idrico per il bestiame. Quindi ci sono degli elementi di criticità, che potrebbero in futuro verificarsi, come si sono verificati negli anni passati a fronte di crisi del genere alle quali poi si farà fronte appunto o con il corpo nazionale vigili del fuoco ma con le stesse società che distribuiscono l’acqua che hanno assicurato i mezzi e cioè le autobotti , i mezzi idonei per portare l’acqua ove nelle condotte ne scarseggiasse.

C.M. Io ho a malapena qualche geranio nel mio balcone, quindi assolutamente non ho problemi di questo tipo però leggendo i giornali e ascoltando i mass media la preoccupazione per le coltivazioni che poi hanno bisogno di acqua rimane grande. Secondo lei c’è questa possibilità, nonostante la diga di Montedoglio, quindi uno dei più grandi bacini dell’Italia centrale?

“Io non sono un tecnico e non ho le competenze tecniche che mi possano dare la risposta perché sono i tecnici che devono dire quando si arriva a livello di guardia . Non si è arrivati a livello di guardia, quindi questa preoccupazione è una preoccupazione rispetto alla quale potrebbero non verificarsi delle situazioni drammatiche. Certo è che le amministrazioni comunali potrebbero fare pure delle ulteriori cose, per esempio fare delle ordinanze con il divieto di annaffiamento dei propri giardini, non dico dei gerani sul balcone ma di chi ha i giardini cose che si verifica frequentemente soprattutto in questo bel territorio di Arezzo e particolarmente in provincia , chi ha i prati, le aiuole, le ville è chiaro che in questo ambito un uso più oculato potrebbe sicuramente giovare. E a questo fine le amministrazioni locali potrebbero emanare delle ordinanze irrigimentando un po’ l’utilizzo dell’acqua. Non sono in possesso di informazioni oltre quelle che mi sono state riferite nel corso di questa riunione che ripeto io ho convocato non perché la prefettura sia un attore primario ma l’elemento che interviene con gli strumenti poi della protezione civile solo nel momento dell’emergenza. Allora dico prima di arrivare all’eventuale emergenza capiamo in che ambito ci muoviamo. Le rassicurazioni che mi sono state in parte fornite possono giovare a dire che c’è da fare molta attenzione però forse in questa provincia la situazione non è così preoccupante. Stiamo a vedere se effettivamente questo si verificherà e in che termini. “

C.M. Prefetto Garufi la sua carriera è davvero brillante e in effetti leggendola verrebbe da mettere da parte qualsiasi discorso sulle pari opportunità . Una donna capace ce la fa comunque. Lei cosa ne pensa essendo poi da molti anni componente del comitato pari opportunità del Ministero dell’Interno?

“Sono molto fiduciosa perché le donne soprattutto nel ministero dell’interno hanno fatto passi da gigante in questi ultimi anni. Se lei pensa che solo nel 90 le donne prefetto erano lo 0,1%; questa percentuale è piano piano salita nel corso di questi ultimi 15 anni per arrivare al 14% nel 2005. Il che significa che la tenacia delle donne alla fine conta. Conta anche sicuramente per esempio avere questo primato in Toscana di 4 donne prefetto su 10 province, che è un record che non ha nessun’altra regione. Questo è sicuramente un indice di apertura che però non si riscontra in tutti i

livelli. Credo che pian piano… ma certo bisogna lavorare molto e bisogna sforzarsi e lavorare di più di quanto poi non siano costretti a fare gli uomini”

C.M. E’ passato un anno dalla prima puntata di SOLO DONNE. Per me è voltato e sono contenta di aver avuto per festeggiare un anno di voce alle donne un’ ospite così prestigioso come Lei Prefetto Garufi .

Corinne Minore

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INTERVISTA di Corinne Minore per “SOLO DONNE” 27 Aprile 2007 a FRANCESCA CALCHETTI

Posted Giugno 12, 2007 by solodonne
Categories: Donne, Solo Donne, femminismo

C.M. Bellissima trentenne, Francesca Calchetti ricopre numerose cariche, è avvocato con lo studio a Sansepolcro, Vice Presidente e Assessore in Comunità Montana Valtiberina Toscana e Consigliere comunale nel comune di Pieve Santo Stefano. Tantissime attività, ma come fa a conciliare tutto?

“Sicuramente non è semplice, con tanta passione per il lavoro che faccio, sia professionalmente che per quanto riguarda questa situazione politica che comunque mi da gioia e la faccio con piacere.

C.M. Come ha iniziato a fare attività politica?

“Ho iniziato un po’ come tutti, quasi per caso. Con le precedenti elezioni a Pieve Santo Stefano l’allora candidato sindaco l’ ing. Luca Cipriani e l’ing. Luca Bragagni mi hanno chiesto di entrare in lista con loro . E’ stata una decisione abbastanza complessa per quanto mi riguarda perché fino ad allora non mi ero interessata di politica e avevo pensato logicamente alla mia carriera professionale, alla mia condizione di donna essendo madre di un bambino. Comunque per me era arrivato anche il momento di fare qualcosa anche per gli altri. Ho iniziato questa carriera e passione politica con l’intento di fare qualcosa anche per gli altri e per i cittadini di Pieve e  conseguentemente adesso anche per tutti quelli della vallata”

C.M. In Comunità Montana, oltre ad esserne Vice Presidente ha anche degli assessorati. Ma esattamente in questo periodo che cosa sta facendo la Comunità Montana, su che cosa vi state concentrando?

“Gli assessorati miei sono il demanio, l’ambiente, la protezione civile e le aree protette. Il lavoro è enorme perché c’è il controllo e il monitoraggio di tutto il territorio demaniale che ci è stato dato in gestione dalla regione Toscana. La cosa principale che stiamo facendo ultimamente è quella di predisporre il piano di alienazione degli immobili demaniali”

C.M. Cosa vuol dire ?

“Piano di alienazione significa che gli immobili che sono di proprietà del demanio che la Regione Toscana ci chiede di vendere perché non possiamo più diciamo valorizzare perché non ci sono i soldi praticamente e quindi si richiede ai cittadini qualora lo desiderino di partecipare a queste aste e di poterle acquistare in modo da rimpinguare le casse della regione e nello stesso tempo avere anche i soldi per valorizzare altri immobili demaniali che hanno un’importanza strategica per tutto il

territorio e per tutta la popolazione ; immobili che ad esempio potranno diventare dei centri visita per poter visitare ed apprezzare in miglior modo il nostro territorio “

C.M. Com’è per una giovane, muoversi in tutte queste realtà? Quali sono le difficoltà principali che si incontrano facendo l’amministratore?

“Diciamo che probabilmente la difficoltà principale è quella di conciliare tutto, perché in ogni caso gli impegni sono notevoli e molte volte si accavallano. In ogni caso anche per carattere personale io preferisco al momento che prendo un impegno di portarlo fino in fondo e portarlo a termine. Molte volte la difficoltà è una difficoltà temporale. “

C.M. Il comune di Sansepolcro da pochissimo ha istituito la delega alle pari opportunità. Possiamo pensare che anche in Comunità Montana possa avvenire questo?

” Per ora non esiste questo tipo di progetto. Sinceramente credo che a livello comprensoriale ne potremo sicuramente discutere. A livello personale ritengo che la pari opportunità a livello femminile sia raggiungibile con il lavoro delle donne che è a priori equiparato a quello degli uomini. Probabilmente non c’è neanche bisogno di poterlo rafforzare o dimostrare perché in realtà è così. Molte volte è anche più e anche maggiore di quello degli uomini se si considera il discorso che la donne deve comunque conciliare la propria professionalità con la famiglia.

Corinne Minore

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INTERVISTA di Corinne Minore per “SOLO DONNE” 20 Aprile 2007 a BEATRICE MAGNOLFI

Posted Giugno 12, 2007 by solodonne
Categories: Donne, Solo Donne, femminismo

INTERVISTA di Corinne Minore per “SOLO DONNE” in onda 20 Aprile 2007 a BEATRICE MAGNOLFI.

C.M. Toscana di Prato, Sottosegretario al Ministero per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, Beatrice Magnolfi ospite oggi di Solo Donne. In poche semplici parole, di cosa si occupa il suo ministero?

“Il nostro ministero si preoccupa di cambiare la pubblica amministrazione, che è un’impresa che fa tremare le vene e i polsi ma è un’impresa assolutamente indispensabile per un paese che deve ripartire.”

C.M. Le nuove tecnologie, le innovazioni e le riforme: ma come mai l’Italia rispetto ad altri paesi è così indietro?

“Dal punto di vista delle nuove tecnologie non è molto indietro. Il problema è che noi dobbiamo passare dalla fase dell’informatizzazione a quella dell’innovazione, cioè ci sono tanti computer, ci sono tante caselle di posta elettronica, ci sono tante connessioni internet ma questo non ha ancora prodotto innovazione. In pratica le tecnologie si sono soprammesse alle prassi normali ma non le hanno ancora sostituite. Il nostro compito è esattamente questo: buttare via la carta, far capire alle amministrazioni che con questi sistemi si possono sostituire interamente i vecchi processi, si possono ripensare e riinventare. Le nuove tecnologie possono essere la leva per scardinare il rapporto tradizionale, e sbagliato, fra lo Stato e i Cittadini. “

C.M. Molti sostengono che le nuove tecnologie sono anche garanzia di trasparenza. E’ d’accordo?

“Non c’è dubbio. Uno degli ultimi atti che abbiamo fatto è quello di imporre la pubblicazione sui siti internet delle pubbliche amministrazioni, che ahimè troppo spesso sono solo una vetrina, una serie di notizie che appunto producono trasparenza. Ad esempio le regole delle consulenze, l’analisi patrimoniale dei dirigenti, l’albo degli incarichi, insomma tutte cose che interessano i cittadini e che producono un controllo sociale e quindi invertono questo rapporto di sudditanza tra amministrazione e amministrati”

C.M. In qualche modo si potrebbe pensare ad un reality, documentando, visionando e controllando, attimo per attimo, la pubblica amministrazione ?

“Non amo l’idea del reality, però amo l’idea di una pubblica amministrazione costantemente misurabile, questo si. Uno degli aspetti, uno dei problemi fondamentali è che il principio di responsabilità viene meno in un ambiente in cui non c’è mai una misurazione del risultato. In tutto il mondo del lavoro, delle imprese insomma, è entrato questo principio della valutazione e della misurazione e quindi della meritocrazia. Nella pubblica amministrazione ancora questo non è arrivato. Io penso che attraverso anche le nuove tecnologie si possa accentuare questo ruolo di partecipazione attiva dei cittadini, che sono poi gli utenti dei servizi, sulla valutazione dei servizi e sull’efficacia degli stessi. In questo modo si da un aiuto al grande problema che abbiamo che è quello di misurare la pubblica amministrazione. “

C.M. Ho letto in una sua intervista che secondo lei il più affetto da digital divide è il maschio adulto munito di segretaria. La pensa sempre così?

“E’ una constatazione. Siccome si parla sempre di digital divide di genere, perché si allude al fatto che le donne, soprattutto al di sopra di una certa età, hanno meno confidenza con le nuove tecnologie. Però intanto se andiamo a guardare le ragazze al di sotto dei vent’anni, constatiamo che è già avvenuto il sorpasso, sia dal punto di vista dell’utilizzo del pc che dal punto di vista dell’utilizzo di internet . Devo dire che anche nelle donne più grandi io ho constatato direttamente più volte, è un dato empirico ovviamente non un dato statistico, che la curiosità che anima le donne,l’umiltà, la capacità di mettersi in gioco, le rende più ricettive rispetto alle grandi novità. Non vedo la stessa curiosità, la stessa umiltà e la stessa ricettività da parte dei loro coetanei maschi. “

C.M. Per questo il suo staff è composto, se non ho letto male, da tutte donne?

” Si, forse ho anche un po’ esagerato. Mi è venuto normale, spontaneo. Ho trovato persone capaci e sono donne, tanto meglio.

C.M. Come tutta la sinistra, i DS, anche lei è impegnata nella costituzione del Partito Democratico. Le donne nel Partito Democratico?

” Il Partito Democratico è un partito di donne e di uomini in maniera assolutamente paritaria, o non è un partito nuovo, non è quel partito nuovo che tutti noi auspichiamo e di cui si sente il bisogno. Per questo bisogna che le donne ci siano in questo percorso, che ne siano protagoniste, che ci siano con le loro idee, passioni, con la loro storia, la loro cultura. Questo è quello che io auguro alle donne ma soprattutto al Partito Democratico e alla politica che ne ha bisogno”

Corinne Minore

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INTERVISTA di Corinne Minore per “SOLO DONNE” 13 Aprile 2007 a GIULIA REGAI DJ

Posted Giugno 12, 2007 by solodonne
Categories: Donne, Solo Donne, femminismo

INTERVISTA di Corinne Minore per “SOLO DONNE” in onda 13 Aprile 2007 a GIULIA REGAIN, DJ

C.M. La sua carriera è in formidabile ascesa, 24 anni, biondissima di Cesena, ospite oggi a Solo Donne la DJ Giulia Regain. “Anche nel battito di ali di farfalla c’è musica. Basta saperla ascoltare” Giulia dove ho letto questa frase?

“L’ hai letta nelle mie pagine di mayspace o nel mio biglietto da visita perché è un po’ il mio motto, lo metto un po’ dappertutto. “

C.M. Sei una delle fondatrici di SATIN GIRLS, PROGETTO CONSOLLE DONNA, che cos’è?

“E’ formato da DJ, vocalist, ballerine e musiciste ed è proprio unire artiste donne, solo donne, in un progetto per valorizzare la figura femminile, sia perché c’è un’affinità quando si lavora fra tutte donne, sia perché si crea un bel gruppo. Abbiamo quindi pensato di metterci insieme; alcune di noi sono amiche da molto, altre invece sono nuove e vengono un po’ da tutt’Italia. Facendo queste serate insieme ci divertiamo molto. “

C.M. Come mai fai la DJ? Come è nata questa passione?

“Ho lavorato in discoteca per tanti anni, sia come light DJ in diversi locali della Romagna, e poi ho studiato musica e anche in famiglia ci sono molti musicisti. La musica è sempre stata di fianco e quindi mi sono detta perché non entrarci un po’ di più e provare ad esprimermi davanti ad un pubblico e quindi è nata quest’idea.”

C.M. Che tipo di musica fai?

“Faccio house-music con più sfumature tech-elettro, deep&progressive. La chiamo tech-sex-house perché è una tech-house molto sensuale, molto femminile, e simpaticamente la chiamo così”

C.M. “Come scegli i tuoi brani, dove trovi gli artisti e il modo di attivare la serata?

“La scelta del brano è prima di tutto quando si sta in negozio perché c’è la prima selezione fondamentale ed è lì che il brano mi deve trasmettere qualcosa. Dopo nel locale vedo la gente che ho di fronte, l’atmosfera che c’è e scelgo i dischi in base a certe emozioni e a certe sonorità”

C.M. Il rapporto con i tuoi colleghi uomini?

” Con alcuni c’è un’amicizia da anni e con altri con i quali ci si conosce di meno può crearsi un po’ più di rivalità perché comunque è sempre in ambito lavorativo e si è sempre un po’ in competizione. Di solito però siamo più amici”

C.M. 2853 amici nel myspace di Giulia Regain!

” A sorpresa davvero, non me lo sarei mai aspettata e infatti ogni giorno occupo un po’ di tempo su myspace perché mi piace il rapporto con la gente, mi piace scambiare fra DJ dischi, novità, news. Per me myspace è stata una cosa davvero molto interessante, un finestra sul mondo.”

C.M. 2853 amici , non saranno tutti DJ!?

” Sono anche ragazzi che mi vengono a trovare nelle serate, a sentire come suono, sono amici e non…la maggior parte in effetti non li conosco, sono anche in Grecia, negli Stati Uniti. E’ bello però perché con alcuni mi sento costantemente e si creano degli scambi di opinioni, di gusti, un po’ di tutto.”

C.M. Ho letto sempre sul tuo myspace su internet che negli altri paesi, rispetto all’Italia, la situazione delle donne DJ è un po’ diversa”

” Fuori dall’Italia la situazione è più aperta alla figura della donna DJ, ce ne sono molte di più e poi si guarda la musica, l’aspetto musicale . In Italia c’è troppa immagine, c’è troppa moda, sia per i DJ donna che per gli uomini, c’è troppo il discorso “fashion” . Va bene che l’Italia è uno dei paesi più importanti della moda, ma dico sempre, che non influenzi troppo anche il settore della musica e delle discoteche.”

Corinne Minore

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INTERVISTA di Corinne Minore per “SOLO DONNE” LUISANNA ALVISI

Posted Giugno 12, 2007 by solodonne
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C.M. Per la puntata di Pasqua abbiamo ospite Luisanna Alvisi, mamma di cinque figli che è anche, e qui c’è una sorpresa per le donne biturgensi, neo-assessore alle Pari opportunità del Comune di Sansepolcro oltre che all’istruzione e alla comunicazione. Da che parte cominciamo allora Assessore?

“Cominciamo forse da questa nomina alle pari opportunità. “

C.M. Una nomina importante: in questi giorni ne stanno parlando tutti i giornali degli 11 punti di differenza tra la media occupazionale europea delle donne e quella italiana e una retribuzione media del 20% più bassa rispetto ai colleghi uomini. Secondo Lei a Sansepolcro c’è questa discriminazione?

“Io direi che queste statistiche europee, così come quelle che riguardano la scuola, vanno un pochino interpretate, nel senso che spesso si riferiscono a dei contesti sociali e a delle realtà che sono totalmente diversi da quella italiana e non sempre quella italiana è peggiore delle altre nella sostanza, rispetto ai numeri che sono sempre una fotografia non esatta del contesto italiano. Per esempio la scelta del non lavoro . Noi ci riferiamo sempre per le pari opportunità alla questione lavorativa, ai rapporti di lavoro, alla possibilità di fare carriera e di trovare lavoro e così via delle donne. Però dimentichiamo che spesso anche il lavoro può essere una scelta . All’estero la scelta

della famiglia è una scelta che viene spesso più drastica della nostra, nel senso che molte donne smettono di lavorare, fanno i figli magari abbastanza vicini e ne fanno anche più che da noi. Quattro o cinque figli all’estero sono una cosa abbastanza normale e poi riprendono a lavorare quando i bambini sono cresciuti. All’estero per esempio non hanno una struttura di asili nido, di aiuti . “

C.M. Quando dice estero, si riferisce a qualche paese in particolare, di cui ha seguito magari l’evoluzione di questo ?

“Mi riferisco per esempio all’Inghilterra, che conosco bene, e che frequento per motivi di lavoro, un po’ tutta l’Europa del nord. Conosco un po’ meno bene la Spagna e l’Europa mediterranea. La Francia, la Germania, i paesi nordici, la Finlandia in cui sono stata, e altri paesi come la Svezia e la Norvegia, che ha cinque milioni di abitanti in tutto quindi una situazione del tutto diversa dalla nostra.”

C.M. “Ma una mamma, un’insegnante e 5 figli: come è entrata in questa avventura della politica?

“Io di politica mi sono sempre interessata. Nel senso che anche quando ero giovanissima sono stata consigliere comunale per la Democrazia Cristiana per cinque anni. Poi dopo sono venuti i figli a ruota. Però la politica un pochino l’ ho sempre seguita, sempre in modo interessato. In questa occasione sono stata richiamata a fare questo che mi creda è veramente un servizio. Si pensa che ci siano chissà quali onori, quali vantaggi ma in realtà è una grande fatica e un grande servizio che però io svolgo volentieri . Naturalmente ne ho parlato prima con tutta la famiglia, con i figli prima di accettare, con il marito innanzi tutto, e tutti mi hanno spinto, stranamente, perché non credevo che fossero così favorevoli a questa decisione. “

C.M. “Si vuole unire a me per gli auguri di Pasqua ai nostri ascoltatori e alle nostre ascoltatrici?”

“Faccio gli auguri a tutte le donne di Sansepolcro, a tutti i cittadini naturalmente e la cosa che forse attualmente può interessare di più il mondo femminile è il fatto che ci hanno concesso questo grosso finanziamento, all’80 per cento, per un nuovo asilo nido. Io spero sarà, insieme a quello che già esiste, un’opportunità in più per le donne di Sansepolcro e anche della vallata. A questo progetto hanno infatti partecipato anche altri enti, la Comunità Montana e il Comune di Monterchi e di Caprese Michelangelo. E’ anche un invito ad avere più coraggio, a fare più figli, anche il secondo, il terzo e perché no anche il quarto e il quinto, perché in fondo per una donna la cosa più gratificante e più bella è la maternità e la famiglia. “

Corinne Minore

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INTERVISTA di Corinne Minore per “SOLO DONNE” 30 Marzo 2007 a LAURETA HODAJ

Posted Aprile 8, 2007 by solodonne
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C.M. Oggi apriamo la puntata riportando le parole del governatore della Banca d’Italia

Draghi “Subito aiuti alle donne: in Italia il tasso di occupazione delle donne è di 11 punti

inferiore alla media europea ” “favorire l’immigrazione perché solo un tasso di immigrazione

superiore a quello attuale permetterà di compensare l’andamento demografico”. Di questi

due argomenti è in qualche modo protagonista Laureta Hodaj, donna albanese immigrata in

Italia nel 1997 . Che lavoro fai Laureta?

“Sono tutor di mediatori culturali per l’UCODEP ad Arezzo “

C.M. Che cosa vuol dire fare il mediatore culturale?

“Fare il mediatore linguistico-culturale aiuta tanto sia la popolazione immigrata che quella italiana.

Noi siamo come un ponte per far si che entrambe le parti si capiscano. Siamo anche un ponte

culturale perché alle volte nascono delle incomprensioni dovute alla diversità di cultura e noi

dobbiamo spiegare il motivo delle incomprensioni. “

C.M. Sei arrivata in Italia il 17 marzo 1997. Come ?

“Il nostro viaggio è stato molto difficile perché l’Albania allora si trovava in una specie di guerra

civile, con rivolte della popolazione contro lo Stato. E’ stato un periodo buio. “

C.M. “A causa della guerra in Albania quindi sei partita per l’Italia insieme a tuo marito e

tua figlia di un anno?

“Noi siamo partiti subito, senza pensare. Mio marito infatti era uno dei capi della polizia di Valona

ed eravamo quasi in pericolo di vita. Questo “odio” della popolazione verso lo Stato era anche

contro le persone che portavano la divisa, e allora per salvarci abbiamo pensato non proprio di

emigrare, ma di andare via per un po’ . Avevamo pensato che un mese addirittura sarebbe bastato

per far finire tutto e ritornare. “

C.M. “Avete preso una barca?”

“Si, eravamo tre famiglie di poliziotti e abbiamo preso una barca per fare la traversata via mare da

Valona ad Otranto. E’ stato un viaggio difficile perché la bussola era rotta e andavamo in una

direzione sbagliata, non verso l’Italia”

C.M. “Quanto è durato il viaggio?”

“E’ durato 8/9 ore e in mezzo al mare abbiamo avuto un aiuto da una nave militare italiana. Ci

parlavano con il megafono e ci spiegavano che nella direzione in cui stavamo andando non

saremmo arrivati in Italia. All’inizio abbiamo pensato che ci dicevano così perché non ci volevano e

invece era vero, perché invece di due ore e mezza per arrivare, ci stavamo mettendo tante ore. Loro

non potevano accoglierci a bordo perché era una nave militare…poi è finito il gasolio, in mezzo al

mare…era un po’ buio, verso le quattro di pomeriggio di marzo. I militari ci hanno detto di

aspettare che avrebbero mandato qualcuno e si sono allontanati. Poi è arrivato l’elicottero della

Guardia di Finanza, con tutte le telecamere che filmavano e poi la nave dopo un po’ di ore e ci

hanno aiutato. Ho dei ricordi di momenti indimenticabili …per l’umanità delle persone che ci hanno

salvato. Erano tutti ragazzi giovani della Guardi di Finanza. Ci hanno accompagnato uno per uno ed

erano stupiti, ci dicevano “Ma siete 29 persone in una barca così piccola! Come avere fatto a non

affondare ?!”

C.M. “Poi siete arrivati ad Otranto e per varie coincidenze fortuite sei riuscita a rimanere a

San Giustino, dove abiti. Pensi che quello che fanno le Istituzioni per l’integrazione sociale sia

abbastanza?”

“Integrazione è una parola grande. Io penso che le Istituzioni fanno qualcosa. All’epoca quando

sono arrivata io, devo dire la verità, abbiamo lottato da soli; non trovavo, ad esempio, un corso di

lingua italiana, né un ufficio proprio per gli immigrati . Queste cose non esistevano. Piano piano

però si sono aperti i centri per l’integrazione da tutte le parti che prima non c’erano. Ad Arezzo

esisteva un piccolo centro per l’ascolto, ma molto piccolo. Ora sono tutti in rete, la polizia con il

centro per l’integrazione e con l’ospedale. Si è creata proprio una rete di questi centri per

l’integrazione per andare incontro alla popolazione immigrata, per informare, dare spiegazioni su

diritti e doveri . Sempre di più si lavora per migliorare questi servizi.”

Corinne Minore

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INTERVISTA di Corinne Minore per “SOLO DONNE” a ELISA CELICCHI

Posted Marzo 24, 2007 by solodonne
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INTERVISTA di Corinne Minore per “SOLO DONNE”  RVT a ELISA CELICCHI, podologa.

C.M. Elisa Celicchi, 27 anni, di Città di Castello. Che lavoro fai?

“Io sono podologa. La podologia è l’interessamento di tutte le problematiche del piede in ambito

medico, a partire dalla semplice callosità fino alla gestione della più complessa problematica del

piede. “

C.M. Dove svolgi la tua attività?

“Svolgo la mia attività in regime libero professionale presso gli studi medici di Sansepolcro,

accanto alla farmacia di Porta Fiorentina e ho un ambulatorio mio personale in cui visito i miei

pazienti. Presto anche attività di volontariato presso l’ospedale di Sansepolcro con i pazienti

diabetici e mi occupo delle problematiche del piede diabetico. “

C.M. Sei molto seria e tecnica e questo ti fa onore, perché è un lavoro di responsabilità. Per

svolgere la tua attività ti muovi in due realtà ospedaliere importanti per la Valtiberina, perché

sono i due punti di riferimento e cioè l’ospedale di Sansepolcro e l’ospedale di Città di

Castello. Vorrei chiederti la tua impressione, di chi cioè per lavoro si trova a frequentare

questi due plessi ospedalieri, di queste due realtà?

“Una domanda interessante e senza dubbio difficile alla quale rispondere, soprattutto in maniera

concisa. Senza dubbio per quanto riguarda l’utente l’ospedale di Sansepolcro appare una realtà

molto piccola e anche molto ben concentrata per quanto riguarda il personale medico e il personale

ospedaliero e infermieristico. L’ospedale di Città di Castello invece appare più uno stato

confusionale, dove è difficile scegliere, è difficile trovare il reparto, il dottore, l’infermiere. Se devo

sottolineare una realtà l’ospedale di Città di Castello, scusate se mi permetto di dirlo benché sono di

Città di Castello, il personale è forse un po’ meno cortese. A Sansepolcro il personale risulta senza

dubbio molto più dolce, molto più corretto verso il paziente. Questo non solo per una mia

impressione, ma per quello che più o meno ho modo di sentire dai pazienti, dalla gente e da amici.

L’ospedale di Sansepolcro presenta una realtà più concisa, più impegnata e senza dubbio anche più

importante per quanto riguarda la cura di certe patologie, perché si riferisce sempre alla piccola

patologia. A città di Castello invece si riferiscono anche problemi e patologie un po’ più importanti,

quindi c’è una medicina elevata e anche una elevata assistenza che spesso però non rispecchia

l’attributo di elevato. “

C.M. “Tu sei una libera professionista e in questo periodo si parla moltissimo del precariato e

delle pensioni. Da giovane donna ventisettenne, che cosa ti aspetti per il tuo futuro?

“Devo ancora fare l’assicurazione pensionistica per questo. Comunque la mia idea è di lavorare

finché posso, senza pensare alle pensioni, senza pensare all’assicurazione a scopo pensionistico, né

di tutto ciò. Ho un’idea di lavoro che mi piace e non è un lavoro né faticoso, né impegnativo

fisicamente. Spero di farlo finché, se avrò salute, anche a settanta o ottanta anni senza dover andare

necessariamente in pensione, magari limitandone le ore e conservando i miei spazi per il tempo

libero.

C.M. “Come ti è venuto in mente di fare la podologia?”

“In realtà non è stata una scelta ben predefinita. Avevo fatto l’iscrizione al corso di fisioterapia,

perché mi interessava quello, ma quell’anno non era partito come corso regionale. Per questo

motivo ho preferito iscrivermi al corso di laurea che avesse gli stessi esami in comune e poi ho

finito perché mi è piaciuto.”

Corinne Minore

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INTERVISTA di Corinne Minore per “SOLO DONNE” a CHIARA SARACENO

Posted Marzo 19, 2007 by solodonne
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INTERVISTA di Corinne Minore per “SOLO DONNE”  in onda 16 Marzo 2007 a CHIARA SARACENO*

  

C.M. “Forse sarebbe ora di mandare un segnale che le risorse di pazienza femminile sono finite” si conclude così un articolo su La Stampa di Chiara Saraceno e da Berlino siamo in collegamento proprio con Chiara Saraceno. A proposito di cosa ha scritto questo articolo?

 “L’occasione è stata la vicenda delle nomine RAI proposte dal direttore generale e rifiutate dal consiglio. Naturalmente tutta questa vicenda ha a che fare con i rapporti politici e col fatto che il consiglio ha una maggioranza definita dal governo precedente. Però in tutto questo nessuno ha alzato un sopracciglio per dire che la proposta è irricevibile,  non ahimè per motivi politici o per la lottizzazione di destra e di sinistra.   

C.M. Della Rai, del servizio pubblico?

 “Si, della RAI, del servizio pubblico! La proposta è irricevibile  per il fatto che un servizio pubblico, e questo è ancora più scandaloso che se fosse in servizio privato, si permette di fare nel 2007 delle nomine tutte rigorosamente maschili. Non c’è, evidentemente, una giornalista  fuori o dentro della RAI che sia degna di essere presa in considerazione per un posto di dirigente, di capostruttura, di responsabile del telegiornale. E’ l’ovvietà con cui questo cose passano, per cui ci si litiga se c’è uno squilibrio tra i DS e la Margherita, se Mastella non è abbastanza rappresentato, se Di Pietro non ha la sua cosa.    Il fatto che siano sempre rigorosamente monosesso non è materia neanche di riflessione, neanche di attenzione. Ovviamente, aggiungo, che se si fossero messi a stare attenti  si sarebbero accorti che erano illegittimi loro per primi, perché il consiglio di amministrazione della RAI è oggi già tutto rigorosamente del sesso giusto, così come sono tutti rigorosamente monosesso i luoghi di  presa del potere. Su questo ragionamento, che nasce dalla RAI, allargo dicendo che d’altra parte questo avviene dovunque: ci abbiamo messo trent’anni per avere una donna alla corte costituzionale e a questo punto c’è la quota di una donna su tutti, cioè per i prossimi trent’anni, se ci va bene, avremo sempre e soltanto una donna alla corte costituzionale! E’ una cosa veramente….come dire…indecorosa oltre che prima di tutto una mancanza di democrazia. A me ha fatto piacere che Napolitano, nella rituale celebrazione dell’8 Marzo, abbia detto chiaramente una cosa che qualcuna di noi sta dicendo, io per prima devo dire, da alcuni anni. La sottorappresentazione nel parlamento italiano è una questione di rilevanza costituzionale, c’è un monopolio maschile, altro che quote femminili! C’è una quota maschile del 90% che in certe istituzioni, come la RAI, è del  cento per cento. “ 

C.M. Saraceno nell’articolo de La  Stampa sostiene che le donne devono mandare un segnale: in che modo secondo lei?

 “Io credo proprio ritirando la fiducia. Io sono, come forse si capisce dalla mia voce, vecchia e quando ero più giovane mi sembrava di essere più radicale. Adesso sono diventata forse un po’ più saggia, un po’ più diplomatica nelle mie parole ma mi sto radicalizzando nel pensiero, perché davvero la pazienza è finita. Non è una questione di aspettare che lentamente succeda qualcosa: in realtà i divari si allargano, non si accorciano, tanto più che oramai donne con le competenze, perché studiano, perché sono nel mercato del lavoro, ci sono. Non si può più dire che le donne non fanno le scelte giuste, supposto che fosse giusto dirlo una volta. Penso che siamo troppo pazienti e soprattutto che coloro che riescono a entrare non nelle stanze dei bottoni ma vicino, dovrebbero ritirare la fiducia, dovrebbero fare lobby, dovrebbero fare rete di più. Quello che è successo con la formazione dell’ultimo governo  per me è stato inaccettabile e anche l’accettazione  che le nostre parlamentari hanno fatto di quello che è successo. Altri hanno battuto i piedi sulla tavola fortemente e hanno ottenuto di più. Soprattutto bisognerebbe che più persone in modo sistematico dicessero che così non va . Lo so, sembra sempre di essere…io mi accorgo che faccio la figura di quella un po’ ridicola e forse anche un po’ megera a continuare a sollevare il tema, ma deve essere sollevato da voi giornaliste sistematicamente, non bisogna farne passare una, deve diventare visibile come una montagna, perché è proprio l’invisibilità del problema che fa specie e quindi ne rende difficile la soluzione.    

C.M. “Posso farle una domanda sui DICO, che è un altro argomento molto attuale? Che ne pensa?”

 “Io sono una persona che come studiosa, ma anche come cittadina, dice che da diverso tempo occorre una regolamentazione delle relazioni di fatto per coloro che lo desiderano, perché la questione è che nessuno impone a chi vuole stare fuori dal matrimonio di farsi fare un riconoscimento. Coloro che lo desiderano però, secondo me,  segnano un atto di responsabilità, mostrano di voler essere responsabili e di assumersi delle responsabilità in pubblico. E’ quindi tutto il contrario di quello che viene detto, e cioè che sono irresponsabili. Se fossero davvero irresponsabili non vorrebbero un riconoscimento e non si assumerebbero alcuna responsabilità. Naturalmente la cosa è ancora più urgente per gli omosessuali, perché gli omosessuali non hanno nessuna scelta tra matrimonio e non matrimonio.   Lo stesso vale anche per gli eterosessuali che oggi sono nella scelta tra tutto o niente, come se non ci fossero possibilità di gradazioni degli impegni reciproci e delle forme di solidarietà che uno vuole avere. Aggiungo che la nostra legge sul divorzio, anche agli eterosessuali, spesso impone lunghi tempi di attesa, per cui o non stanno per niente in coppia oppure stanno in una coppia che dal punto di vista legale non esiste. La proposta dei DICO è stata una proposta di legge discutibile, perché troppo restrittiva,  però è un passo avanti. Trovo assurdo che si critichi chi propone e di nuovo si lasci passare, senza colpo ferire, gli insulti che da certe parti, ahimè anche da certi rappresentanti della chiesa cattolica, vengono sistematicamente fatti nei confronti degli eterosessuali che non si sposano e degli omosessuali che vorrebbero una regolamentazione, come se fossero persone poco serie.   *CHIARA SARACENO Il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, in occasione della festa dell´8 Marzo 2005, ha insignito Chiara Saraceno, professore ordinario di sociologia all’ Università di Torino, del titolo di «Grande Ufficiale». Saraceno è tra i sociologi italiani che si sono maggiormente occupati della famiglia e dei suoi nuovi modelli, dalle madri sole alle coppie gay , dalla condizione della madre lavoratrice a quella dei padri separati. Sposata al politologo Gian Enrico Rusconi e madre di due figlie, è stata a lungo consulente di diversi ministri, in particolare sui temi del welfare e del lavoro. Oltre a scrivere per La Stampa e per molte testate, ha partecipato a trasmissioni televisive e le sue ricerche, spesso di tipo storico-comparativo, riguardano le trasformazioni della famiglia, le politiche sociali, i mutamenti nei comportamenti delle donne e nei ruoli di genere, la povertà. Insegna anche sistemi sociali comparati, sempre all’università di Torino. In precedenza è stata prima professore associato poi professore straordinario presso la Facoltà di Sociologia dell’Università di Trento. E’ stata Direttore del Dipartimento di Scienze sociali dal 1991 al 1997 e Direttore del CIRSDe – Centro Interdipartimentale di Studi delle Donne, dal 1997 al 2001 ed attualmente Presidente dello stesso, nel frattempo divenuto Centro di interesse di ateneo .E’ coordinatore del corso di dottorato in Ricerca Sociale Comparata e delegata del rettore per l’introduzione della prospettiva di genere nei curricula universitari .Dal 1999 al dicembre 2001è stata Presidente della Commissione di indagine sulla esclusione sociale, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. E’ membro del gruppo di lavoro per le Indagini Multiscopo, presso l’ISTAT. Effettua consulenze per la Commissione Europea, il Consiglio d’Europa, l’OCSE. Fa parte della editorial board di alcune riviste accademiche: Annual Sociological Review, Retraite et Societé, Sociologia, Problemas y Praticas. In questo periodo vive Berlino. 

INTERVISTA di Corinne Minore per “SOLO DONNE” a SILVIA BALLESTRA

Posted Marzo 12, 2007 by solodonne
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INTERVISTA di Corinne Minore per “SOLO DONNE” in onda 11 Marzo 2007 a SILVIA

BALLESTRA, scrittrice *.

C.M. Ospite Silvia Ballestra, autrice di “Contro le donne nei secoli dei secoli”, edito da Il

Saggiatore, un titolo impegnativo per un libro che parla di?

“Di donne oggi in Italia e forse anche nel mondo, però in particolar modo nel nostro paese, dove la

situazione mi sembra più in emergenza rispetto ad altre parti d’Europa. ”

C.M. Silvia Ballestra ha pubblicato, nonostante sia giovanissima perché è del 1969, moltissimi

libri *. Questo è uno degli ultimi e viene definito un’istantanea delle donne italiane di oggi,

ma come sono le donne italiane di oggi ?

“Le donne italiane di oggi hanno fatto secondo me passi avanti incredibili, soprattutto nel momento

più importante, trent’anni fa, con le lotte di liberazione, con le lotte femministe. Sono donne che

lavorano, che studiano e quindi molto, come si sarebbe detto un tempo, emancipate. Eppure non

hanno visibilità, non hanno accesso alla rappresentanza politica, ma neanche in posti chiave del

lavoro. C’è questa distanza enorme fra la realtà e la rappresentazione che si da delle donne. Penso

per esempio, e il primo capitolo del libro parla di questo, della rappresentazione della donna che si

fa in pubblicità. “

C.M. Ma quali sono secondo lei gli strumenti che le donne hanno oggi a disposizione per

fronteggiare questo status quo?

“In realtà io non fornisco risposte nel mio libretto. E’ un po’ una rassegna di diverse situazioni, si va

dalla rappresentanza alla rappresentazione delle donne, alla situazione delle straniere in Italia,

passando per la violenza domestica, che pure presenta dati inquietanti. Strumenti e risposte non le

so. Forse ci siamo un po’ sedute sulle conquiste di un tempo, già acquisite ma non ancora

consolidate, e quindi è un po’ una lotta quotidiana. ”

C.M. Questo libro scaturisce da quella grande mobilitazione che l’anno scorso ha portato più

di duecentomila persone a Milano a manifestare per i diritti delle donne (al grido di “usciamo

dal silenzio”), è così?

“Si, diciamo che in realtà in qualche modo si veniva preparando da prima, cioè dall’epoca, per

esempio, del referendum sulla legge sulla fecondazione assistita, dove ci sono stati attacchi molto

forti alle donne, dove le donne non hanno parlato o quasi e quindi maturava da mesi. Poi c’è stato

quel passaggio della manifestazione enorme, grandissima, con duecentomila donne in piazza, dove

però ancora tornavamo a ribadire delle cose già discusse, delle conquiste già assodate trent’anni fa e

che però ogni volta bisogna ribadirle, sempre quelle, senza riuscire ad andare avanti”

C.M. Una motivazione perché una donna decida di impegnarsi secondo lei politicamente,

socialmente, per questo tipo di situazione, riusciamo ad individuarla?

“Io personalmente posso parlare della mia esperienza però anche del quotidiano di tante mie

coetanee, il percorso è stato questo: verso i diciott’anni, quindi in età molto giovane, una tranquillità

rispetto a certe cose e quindi senza l’urgenza e la necessità di battersi. Poi invece, andando avanti,

soprattutto io credo nel mondo del lavoro, lì le differenze si fanno clamorose, per cui si assiste a

posizione delle donne meno tutelate, salari più bassi, alla difficoltà di conciliare l’esigenza di

mettere al mondo dei figli e continuare ad essere indipendenti ed autonome economicamente. E’ lì

che si pone il problema. Vedo anche da mie compagne, amiche, che scatta più o meno a quell’età,

perché la situazione lavorativa è all’insegna del precariato e della flessibilità per tutti però per le

donne è peggiore”

* Gli Orsi, Feltrinelli, 1994, Joyce Lussu, Una vita Contro, Baldini e Castaldi, 1996, Il Disastro

degli Antò , Baldini e Castaldi, 1997, La Giovinezza della Signorina N.N., Baldini e Castaldi, 1998,

Nina, Rizzoli, 2001, Il Compagno di Mezzanotte, Rizzoli, 2002, Senza gli Orsi, Rizzoli, 2003, La

Guerra degli Antò, Einaudi, 2005, Tutto su mia Nonna, Einaudi, 2005, La Seconda Dora, Rizzoli,

2006.

Corinne Minore

solodonne@filmando.tv

INTERVISTA di Corinne Minore per “SOLO DONNE” a FRANCESCA PARDINI

Posted Marzo 6, 2007 by solodonne
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INTERVISTA di Corinne Minore per “SOLO DONNE” in onda 04 Marzo 2007 a FRANCESCA

PARDINI, in occasione del Secondo Meeting sull’Arteterapia dal 7 al 10 Marzo a Lucca .

C.M. Dal 7 al 10 Marzo 2007 si svolgerà a Lucca il Secondo Meeting sull’Arteterapia. A

parlarcene Francesca Pardini.

“Questa è la seconda edizione del meeting che l’Associazione Archimede (

www.lestanzediarchimede.org ) organizza e promuove. L’associazione è un’associazione di

promozione sociale, impegnata particolarmente nel sostegno dei percorsi terapeutici che utilizzano

linguaggi a mediazione artistica, quindi arteterapia, musicoterapica, danzaterapia, etc. Con questa

manifestazione noi vogliamo far emergere questo mondo che è spesso emarginato e soprattutto

creare delle occasioni di opportunità, per gli utenti e le persone che vivono il disagio mentale, di

trovare gli spazi dove fare questi laboratori insieme a tutti. Questo sia per un fine di integrazione,

ma anche come risultato, anche quello di far conoscere che certe tecniche terapeutiche non fanno

bene soltanto a loro, ma farebbero bene a tutti. “

C.M. Ma cosa si intende esattamente per arteterapia?

“Per arteterapia si intendono quei laboratori che utilizzando l’espressione creativa del linguaggio,

pittura, ceramica, etc., permettono di far emergere qualcosa del proprio sé che non riesce a venire

fuori in maniera razionale, ma che attraverso questo percorso ha più facilmente la possibilità di

uscire. In genere questi percorsi sono seguiti non solo dagli educatori ma anche da artisti o da

artiterapeuti, che hanno un preparazione specifica ad aiutare le persone in questi percorsi “

C.M. Promuovere il diritto di cittadinanza, diritto ad esserci nel mondo anche con i propri

disagi è lo scopo dell’associazione Archimede; ma in che modo riusciamo a fare una cultura

sul disagio mentale?

“Intanto facendo emergere queste cose a livello pubblico e non nei luoghi istituzionalizzati dei

centri di salute mentale, quindi uscire da questi luoghi ed entrare nei centri di cultura che sono

frequentati da studenti e da altre persone . Far conoscere questo mondo . Noi abbiamo fatto anche

un video che ha come obbiettivo di far conoscere delle parti del proprio sé a un pubblico più vasto,

quelle parti che spesso sono offuscate dal disagio mentale ma che esistono. Tutte queste persone

hanno un’aspirazione di libertà, di amore, di relazione con gli altri che però purtroppo spesso non

escono fuori perché il disagio è più forte. Intanto farli conoscere, perché credo che se uno conosce

le cose poi si rende conto che sono meno paurose; la paura viene dal fatto di non conoscere spesso

quello che è il disagio mentale. Questo è il primo obbiettivo. Non dimentichiamo inoltre che sul

piano dell’arte, soprattutto nei percorsi di pittura, si stanno affermando dei pittori veri e propri,

esiste l’Art Brut, che è quel settore dell’arte contemporanea che promuove e valorizza le produzioni

artistiche che vengono fatte da queste persone “

C.M. “Importante appuntamento dal 7 al 10 marzo a Lucca per il Secondo Meeting

sull’Arteterapia, ricordiamo anche il 10 e 11 Marzo sempre a Lucca la Conferenza Regionale

Toscana del Volontariato all’interno della quale sarà possibile incontrare anche

l’Associazione Archimede e poi Luca Carboni in concerto il 9 sera al Palasport con ingresso

gratuito in occasione proprio di questi appuntamenti dedicati al sociale a Lucca.

Corinne Minore

solodonne@filmando.tv