INTERVISTA di Corinne Minore per “SOLO DONNE” in onda 12 Ottobre 2007 a DANIELA MELCHIORRE, SOTTOSEGRETARIO ALLA GIUSTIZIA
C.M. “Fisico da pin-up, cervello da magistrato …quasi ministro: è un onore aver ospite oggi a “SOLO DONNE” DANIELA MELCHIORRE, Sottosegretario alla Giustizia.”La mattanza delle donne”, “femminicidio”, “la strage delle innocenti” sono solo alcuni dei titoli dei giornali di queste settimane. Cosa sta succedendo in questo paese?
“Indubbiamente si sta registrando un dato preoccupante…”
C.M. I dati pubblicati dal Viminale riferiscono che il 70% delle donne italiane tra i 16 e i 70 anni ha subito almeno una volta una violenza o un abuso…
“… a tal proposito il Governo ha licenziato il 22 dicembre un testo di legge, cosiddetto Pollastrini-Mastella, proprio per fare qualcosa di concreto. Fino adesso una donna che veniva minacciata o molestata con vari mezzi ripetutamente in maniera persecutoria non aveva la possibilità di far intercettare, ad esempio, queste molestie. Difficilmente era possibile poter mettere sotto controllo il telefono e quindi provare questo. Anche provandolo, i reati di molestie e di minacce sono puntiti nel nostro codice, con pene inferiori ai tre anni e di conseguenza non era, anzi non è ancora possibile perché ancora non è stata introdotta questa nuova figura di reato, predisporre delle misure cautelari che consentano alla donna di essere protetta da queste minacce. Invece, introducendo questa nuova figura di reato, che sanziona severamente questi atti persecutori prevedendo una pena fino a 4 anni, questo consente da un lato di identificare questa figura di reato, il cosiddetto stalking come si dice normalmente in gergo giuridico, e dall’altro consente anche di applicare una misura cautelare coercitiva, cioè il divieto di avvicinamento della persona che molesta alla persona molestata. Quindi il divieto di avvicinamento fa si che il giudice prescriva all’imputato di non avvicinarsi ai luoghi determinati, che sono quelli abitualmente frequentati dalla persona offesa o anche dei suoi familiari. La possibilità quindi di prevenire il delitto. ”
C.M. Da una parte quindi la donna deve superare la vergogna della denuncia e dall’altra fino ad oggi non c’era la possibilità di proteggerla fondamentalmente? “Esatto. Un’altra importante novità in questo disegno di legge è la prescrizione del ricorso obbligatorio a giudizio immediato previsto per i reati di violenze e di abuso sessuale se la prova appare evidente ”
C.M. Cosa significa questo in parole semplici?
“Significa che si arriva direttamente al giudizio, quindi si accorciano notevolmente i tempi per arrivare al giudizio saltando l’udienza preliminare. E’ quindi anche una maniera per accelerare i tempi di definizione della causa. Altra notevole novità che è stata introdotta è quella di far si che la testimonianza della donna possa essere assunta immediatamente in sede di incidente probatorio, proprio per meglio proteggere le vittime di questi delitti, che sono comunque portatori di conseguenze psicologicamente destabilizzanti . Consideriamo anche l’effetto intimidatorio che spesso può seguire ad una volontà di testimoniare compresa dal carnefice. Spesso ci troviamo di fronte a questo rapporto appunto vittima-carnefice, in cui la vittima comunque soggiace in questi casi, completamente, di fronte al proprio carnefice”
C.M. Alcuni strumenti giuridici, fatti da voi politici, possono aiutare le donne a difendersi quindi.E’ uscito qualche giorno fa su Repubblica un articolo a firma di Michele Serra che in pratica ha detto che questa violenza contro le donne tutto sommato deve essere ricondotta alla libertà sessuale delle donne. Cosa ne pensa?
“Io detesto i discorsi basati sulle differenze di genere, anche in materia sessuale. Per quanto riguarda la libertà sessuale e le presunte violenze che ne scaturirebbero, nella realtà non è questo il problema . Il problema è che l’uomo sta prendendo la consapevolezza di non avere più il dominio sulla donna. Infatti alcuni dicono che questi sono delitti passionali, ancora usano questa vecchia dizione. Alcuni parlano di delitti proprio di dominio, cioè l’incapacità dell’uomo oggi di essere il dominatore. Sono ruoli atavici che sono stati sempre riconosciuti all’uomo da una certa cultura maschile e oggi sono messi in discussione. Quindi non è una questione, mi permetta di dire, banale riferita esclusivamente alla libertà sessuale delle donne. Io non sono stata una sessantottina perché sono nata nel 1970 e quindi a me sentir parlare di queste cose fa soltanto ridere. Posso dire però che sicuramente il fatto che noi donne ormai abbiamo consapevolezza del nostro ruolo di donna nel mondo, da tutti i punti di vista, compreso anche quello sessuale in quanto individui, può generare insicurezze e forse anche scatenare violenze da parte di uomini che ancora evidentemente non sono emancipati…credo che sia un problema maschile, non femminile. ”
C.M. In questi mesi sta lavorando in un ministero come sottosegretario che è uno dei più discussi. In sintesi che cosa le ha fatto capire, la cosa più importante, questa sua esperienza politica fino ad oggi?
“Il Ministero della Giustizia è senza dubbio uno dei più caldi, ma da sempre perché di per sé la giustizia è un tema caldo. Prima facevo il magistrato e credevo che fosse, forse, anche più semplice gestire la giustizia, anche perché lì era affidato esclusivamente alla responsabilità del magistrato nella sua totale autonomia. Noi sappiamo che uno dei principi della magistratura è proprio questo: l’indipendenza assoluta per certi versi del magistrato. Vedendo le cose dall’altra parte chiaramente si capisce come tutto il meccanismo chiamiamolo così, il sistema, sia più complicato di quello che si possa pensare. Come far girare, per così dire, le cose nel verso giusto sia davvero difficile. Per esempio un ministero può partorire, alla fine uso questo termine molto femminile ma perché di fatto quando da qui escono dei disegni di legge è una gran fatica, un disegno di legge come questo sulla violenza sulle donne e poi vedere che si arena in Commissione Giustizia della Camera. Ecco…allora ti chiedi ma tutta la fatica, tutte le energie, etc.etc. rimangono congelate… secondo me i provvedimenti che escono dal Ministero, quindi quelli di natura governativa, dovrebbero avere delle corsie preferenziali, perché altrimenti l’azione del Governo viene in qualche maniera depauperata della sua incisività. Noi qui facciamo tanto e si…ogni tanto si parla di quelle cose buone che facciamo ma devo dirle molto raramente, perché in percentuale, non sarò di parte o forse lo sono, ma comunque sono più quelle buone che quelle negative, però si arena tutto. Il nostro lavoro finisce lì e basta e difficilmente riusciamo a vedere risultati concreti dietro a tutto il lavoro che c’è. ”
Corinne Minorehttp://www.filmando.tv/solodonne@filmando.tv