INTERVISTA di Corinne Minore per “SOLO DONNE” in onda 6 luglio 2007 a Elena Camerelli, ASSISTENTE SOCIALE USL 8

INTERVISTA di Corinne Minore per “SOLO DONNE” in onda 6 luglio 2007 a Elena Camerelli,

Assistente Sociale USL 8

C.M. “Qualche tempo fa ha scritto una relazione dal titolo Sport e droga al femminile, in

sintesi il risultato che avete condotto? “

“Era interesse specifico del nostro servizio approfondire la realtà femminile, in particolare

collegata al consumo di sostanze stupefacenti ma anche al mondo dello sport, quindi anche sull’uso

delle sostanze dopanti. Volevamo dimostrare che non c’era una grande distanza così come è nel

nostro immaginario, tra questi comportamenti, questi stili di vita, che si riferiscono occasionalmente

all’uso di un certo tipo di sostanza, soprattutto le nuove droghe, e invece un modo di fare lo sport

quasi compulsivo, che ricorre nel mondo femminile “

C.M. I dati che sono a disposizione dei servizi sulle tossicodipendenze in Valtiberina, quali

sono e che numero sta seguendo il SERT?

C’è stato un cambiamento molto profondo in questi anni, in questi ultimi 10/15 anni proprio

rispetto ai consumi. Il rapporto dell’uso e la differenza di genere di qualche anno fa era di 1 a 7,

cioè una donna consumatrice ogni sette uomini. Questo rapporto è stato modificato molto, con la

modifica anche dello stile del consumo delle sostanze. Attualmente e questo è un dato aggiornato al

30 giugno 2007, abbiamo un confronto di una donna ogni 3 maschi, una donna quindi consuma

nuove droghe rispetto a 3 uomini”

C.M. Secondo lei è credibile questa distinzione, cioè è effettivamente questa una percentuale

reale, perché mi diceva anche che spesso le donne non lo dichiarano?

” Sono molto più reticenti a presentarsi ai servizi e a chiedere aiuto e in qualche maniera a mostrare

la propria condizione di difficoltà, per un verso. Per l’altro è anche vero che le donne ormai hanno

raggiunto una maggiore coscienza di sé, dei propri sentimenti, delle proprie aspettative e quindi è

un po’ una contraddizione ma in realtà nella mia esperienza, effettivamente c’è un aumento proprio

di presenza femminile al servizio del SERT. Le ragazze che usano e che chiedono aiuto e si

presentano con problemi di consumo ma anche purtroppo di dipendenza, sono molte di più rispetto

a 10 anni fa “

C.M. L’atteggiamento generale di genitori, dei ragazzi e delle persone nei confronti delle

tossicodipendenze in Valtiberina e in provincia di Arezzo, cosa possiamo dire

sull’atteggiamento nell’affrontare questo problema?

Mi sono fatta l’idea in questi anni che gli adulti sono molto più in difficoltà dei ragazzi nel parlare

di droga, si preferisce delle volte negare la presenza di questo aspetto della realtà, o minimizzare

oppure pensare che non ci interessa, che non ci riguarda. Questo succede perché gli adulti non sono

capaci e non hanno sufficienti informazioni per gestire questo problema anche con i figli, spesso

anche dentro la famiglia. I ragazzi hanno un maggior numero di informazioni che provengono sia

dai gruppi dei pari sia anche dalla stampa o dai servizi che le diffondono, però trovo che gli adulti

sono molto in difficoltà e quindi spesso cadono in una sorta di negazione o di svalorizzazione del

problema. “

C.M. Quindi nel nostro territorio questo problema esiste?

Si, questo problema esiste ed è una che può essere assimilata a quella metropolitana. Il rapporto

tra consumatori ed abitanti è esattamente quello delle più grandi città italiane. Non sempre si vede e

c’è una parte di consumatori che non siamo riusciti a raggiungere in questi anni però lo stiamo

facendo e invitiamo tutti a poterne parlare più diffusamente”

C.M. Anche se il tempo a nostra disposizione è poco, un accenno alle motivazioni che portano

ad un percorso di tossicodipendenza, da punti di vista uomini e donne, quale potrebbe essere

la differenza se c’è una differenza?

E’ un discorso molto interessante quello che lei solleva, che richiederebbe tempi lunghi, però

qualche accenno può essere fatto. Innanzitutto un cambiamento proprio generazionale, perché anni

fa il consumo di sostanze era il sintomo di un disagio. Adesso si cerca di usare sostanze, proprio il

termine cerca nel senso di sperimentazione delle sostanze per provare il proprio limite, per stare

con gli altri, per divertimento, per provare piacere. Sono cambiate le sostanze ma sono cambiati

anche gli stili di consumo, cioè quando si consuma e dove si consuma. La differenza tra il consumo

maschile e quello femminile in parte è evidente rispetto alle caratteristiche delle donne che sono più

attente all’affettività, quindi non è raro il caso di persone che cercano di aiutare il proprio compagno

e che cadono a loro volta nella tossicodipendenza o in un uso rischioso, proprio con l’intento magari

di tirar fuori la persona … “

C.M. Quindi una donna che in qualche modo si inserisce in questa situazione per capire ed

aiutare il compagno?

Esatto, ed è molto frequente che pure lei sperimenti e poi rimanga intrappolata”

Corinne Minore

http://www.filmando.tv/

solodonne@filmando.tv

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