INTERVISTA di Corinne Minore per “SOLO DONNE” 20 Aprile 2007 a BEATRICE MAGNOLFI
INTERVISTA di Corinne Minore per “SOLO DONNE” in onda 20 Aprile 2007 a BEATRICE MAGNOLFI.
C.M. Toscana di Prato, Sottosegretario al Ministero per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, Beatrice Magnolfi ospite oggi di Solo Donne. In poche semplici parole, di cosa si occupa il suo ministero?
“Il nostro ministero si preoccupa di cambiare la pubblica amministrazione, che è un’impresa che fa tremare le vene e i polsi ma è un’impresa assolutamente indispensabile per un paese che deve ripartire.”
C.M. Le nuove tecnologie, le innovazioni e le riforme: ma come mai l’Italia rispetto ad altri paesi è così indietro?
“Dal punto di vista delle nuove tecnologie non è molto indietro. Il problema è che noi dobbiamo passare dalla fase dell’informatizzazione a quella dell’innovazione, cioè ci sono tanti computer, ci sono tante caselle di posta elettronica, ci sono tante connessioni internet ma questo non ha ancora prodotto innovazione. In pratica le tecnologie si sono soprammesse alle prassi normali ma non le hanno ancora sostituite. Il nostro compito è esattamente questo: buttare via la carta, far capire alle amministrazioni che con questi sistemi si possono sostituire interamente i vecchi processi, si possono ripensare e riinventare. Le nuove tecnologie possono essere la leva per scardinare il rapporto tradizionale, e sbagliato, fra lo Stato e i Cittadini. “
C.M. Molti sostengono che le nuove tecnologie sono anche garanzia di trasparenza. E’ d’accordo?
“Non c’è dubbio. Uno degli ultimi atti che abbiamo fatto è quello di imporre la pubblicazione sui siti internet delle pubbliche amministrazioni, che ahimè troppo spesso sono solo una vetrina, una serie di notizie che appunto producono trasparenza. Ad esempio le regole delle consulenze, l’analisi patrimoniale dei dirigenti, l’albo degli incarichi, insomma tutte cose che interessano i cittadini e che producono un controllo sociale e quindi invertono questo rapporto di sudditanza tra amministrazione e amministrati”
C.M. In qualche modo si potrebbe pensare ad un reality, documentando, visionando e controllando, attimo per attimo, la pubblica amministrazione ?
“Non amo l’idea del reality, però amo l’idea di una pubblica amministrazione costantemente misurabile, questo si. Uno degli aspetti, uno dei problemi fondamentali è che il principio di responsabilità viene meno in un ambiente in cui non c’è mai una misurazione del risultato. In tutto il mondo del lavoro, delle imprese insomma, è entrato questo principio della valutazione e della misurazione e quindi della meritocrazia. Nella pubblica amministrazione ancora questo non è arrivato. Io penso che attraverso anche le nuove tecnologie si possa accentuare questo ruolo di partecipazione attiva dei cittadini, che sono poi gli utenti dei servizi, sulla valutazione dei servizi e sull’efficacia degli stessi. In questo modo si da un aiuto al grande problema che abbiamo che è quello di misurare la pubblica amministrazione. “
C.M. Ho letto in una sua intervista che secondo lei il più affetto da digital divide è il maschio adulto munito di segretaria. La pensa sempre così?
“E’ una constatazione. Siccome si parla sempre di digital divide di genere, perché si allude al fatto che le donne, soprattutto al di sopra di una certa età, hanno meno confidenza con le nuove tecnologie. Però intanto se andiamo a guardare le ragazze al di sotto dei vent’anni, constatiamo che è già avvenuto il sorpasso, sia dal punto di vista dell’utilizzo del pc che dal punto di vista dell’utilizzo di internet . Devo dire che anche nelle donne più grandi io ho constatato direttamente più volte, è un dato empirico ovviamente non un dato statistico, che la curiosità che anima le donne,l’umiltà, la capacità di mettersi in gioco, le rende più ricettive rispetto alle grandi novità. Non vedo la stessa curiosità, la stessa umiltà e la stessa ricettività da parte dei loro coetanei maschi. “
C.M. Per questo il suo staff è composto, se non ho letto male, da tutte donne?
” Si, forse ho anche un po’ esagerato. Mi è venuto normale, spontaneo. Ho trovato persone capaci e sono donne, tanto meglio.
C.M. Come tutta la sinistra, i DS, anche lei è impegnata nella costituzione del Partito Democratico. Le donne nel Partito Democratico?
” Il Partito Democratico è un partito di donne e di uomini in maniera assolutamente paritaria, o non è un partito nuovo, non è quel partito nuovo che tutti noi auspichiamo e di cui si sente il bisogno. Per questo bisogna che le donne ci siano in questo percorso, che ne siano protagoniste, che ci siano con le loro idee, passioni, con la loro storia, la loro cultura. Questo è quello che io auguro alle donne ma soprattutto al Partito Democratico e alla politica che ne ha bisogno”
Corinne Minore
solodonne@filmando.tv