INTERVISTA di Corinne Minore per “SOLO DONNE” 30 Marzo 2007 a LAURETA HODAJ

C.M. Oggi apriamo la puntata riportando le parole del governatore della Banca d’Italia

Draghi “Subito aiuti alle donne: in Italia il tasso di occupazione delle donne è di 11 punti

inferiore alla media europea ” “favorire l’immigrazione perché solo un tasso di immigrazione

superiore a quello attuale permetterà di compensare l’andamento demografico”. Di questi

due argomenti è in qualche modo protagonista Laureta Hodaj, donna albanese immigrata in

Italia nel 1997 . Che lavoro fai Laureta?

“Sono tutor di mediatori culturali per l’UCODEP ad Arezzo “

C.M. Che cosa vuol dire fare il mediatore culturale?

“Fare il mediatore linguistico-culturale aiuta tanto sia la popolazione immigrata che quella italiana.

Noi siamo come un ponte per far si che entrambe le parti si capiscano. Siamo anche un ponte

culturale perché alle volte nascono delle incomprensioni dovute alla diversità di cultura e noi

dobbiamo spiegare il motivo delle incomprensioni. “

C.M. Sei arrivata in Italia il 17 marzo 1997. Come ?

“Il nostro viaggio è stato molto difficile perché l’Albania allora si trovava in una specie di guerra

civile, con rivolte della popolazione contro lo Stato. E’ stato un periodo buio. “

C.M. “A causa della guerra in Albania quindi sei partita per l’Italia insieme a tuo marito e

tua figlia di un anno?

“Noi siamo partiti subito, senza pensare. Mio marito infatti era uno dei capi della polizia di Valona

ed eravamo quasi in pericolo di vita. Questo “odio” della popolazione verso lo Stato era anche

contro le persone che portavano la divisa, e allora per salvarci abbiamo pensato non proprio di

emigrare, ma di andare via per un po’ . Avevamo pensato che un mese addirittura sarebbe bastato

per far finire tutto e ritornare. “

C.M. “Avete preso una barca?”

“Si, eravamo tre famiglie di poliziotti e abbiamo preso una barca per fare la traversata via mare da

Valona ad Otranto. E’ stato un viaggio difficile perché la bussola era rotta e andavamo in una

direzione sbagliata, non verso l’Italia”

C.M. “Quanto è durato il viaggio?”

“E’ durato 8/9 ore e in mezzo al mare abbiamo avuto un aiuto da una nave militare italiana. Ci

parlavano con il megafono e ci spiegavano che nella direzione in cui stavamo andando non

saremmo arrivati in Italia. All’inizio abbiamo pensato che ci dicevano così perché non ci volevano e

invece era vero, perché invece di due ore e mezza per arrivare, ci stavamo mettendo tante ore. Loro

non potevano accoglierci a bordo perché era una nave militare…poi è finito il gasolio, in mezzo al

mare…era un po’ buio, verso le quattro di pomeriggio di marzo. I militari ci hanno detto di

aspettare che avrebbero mandato qualcuno e si sono allontanati. Poi è arrivato l’elicottero della

Guardia di Finanza, con tutte le telecamere che filmavano e poi la nave dopo un po’ di ore e ci

hanno aiutato. Ho dei ricordi di momenti indimenticabili …per l’umanità delle persone che ci hanno

salvato. Erano tutti ragazzi giovani della Guardi di Finanza. Ci hanno accompagnato uno per uno ed

erano stupiti, ci dicevano “Ma siete 29 persone in una barca così piccola! Come avere fatto a non

affondare ?!”

C.M. “Poi siete arrivati ad Otranto e per varie coincidenze fortuite sei riuscita a rimanere a

San Giustino, dove abiti. Pensi che quello che fanno le Istituzioni per l’integrazione sociale sia

abbastanza?”

“Integrazione è una parola grande. Io penso che le Istituzioni fanno qualcosa. All’epoca quando

sono arrivata io, devo dire la verità, abbiamo lottato da soli; non trovavo, ad esempio, un corso di

lingua italiana, né un ufficio proprio per gli immigrati . Queste cose non esistevano. Piano piano

però si sono aperti i centri per l’integrazione da tutte le parti che prima non c’erano. Ad Arezzo

esisteva un piccolo centro per l’ascolto, ma molto piccolo. Ora sono tutti in rete, la polizia con il

centro per l’integrazione e con l’ospedale. Si è creata proprio una rete di questi centri per

l’integrazione per andare incontro alla popolazione immigrata, per informare, dare spiegazioni su

diritti e doveri . Sempre di più si lavora per migliorare questi servizi.”

Corinne Minore

solodonne@filmando.tv

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