INTERVISTA di Corinne Minore per “SOLO DONNE” all’ avv. ROSSELLA ANGIOLINI

INTERVISTA di Corinne Minore per “SOLO DONNE” all’ avv. ROSSELLA ANGIOLINI,

FORZA ITALIA, CONSIGLIERE TOSCANA E COMUNE DI AREZZO – in onda lunedì 22

GENNAIO 2007

La Toscana viene sempre indicata come un faro della presenza femminile nelle istituzioni, è

realmente così?

Grazie alla nuova legge, che è stata votata nella passata legislatura e che ha visto un accordo

trasversale tra i partiti di maggioranza e di minoranza e che ha determinato l’aumento dei

consiglieri regionali, in effetti c’è la presenza di un maggior numero di donne rispetto ad altri

consigli regionali. Quindi direi che siamo abbastanza rappresentate. Nel mio partito c’è stata una

precisa volontà da parte del presidente Berlusconi di candidare le donne e quindi, da una consigliera

regionale di Forza Italia della passata legislatura, siamo diventate 3 su 11.

E in consiglio comunale ad Arezzo?

No, purtroppo non c’è assolutamente . Come maggioranza c’è una sola donna e come minoranza ci

sono solamente io. Questo deriva dal fatto che evidentemente ancora nelle elezioni in cui si deve

dare la preferenza alle donne gli elettori e le elettrici stentano a prediligere le donne.

I dibattiti politici in questi mesi sono molteplici, sia a destra che a sinistra. Lei condivide l’idea

che la crisi dei partiti sia una crisi maschile?

Si, ho toccato con mano che in tutti i partiti, sia di destra che di sinistra, c’è un forte maschilismo,

C’è ancora una profonda mentalità maschilista nella politica: sembra quasi che gli uomini la

considerino l’ultimo baluardo, l’ultima roccaforte per difendersi da questo femminismo imperante,

che io naturalmente condivido perché è arrivata l’ora che le donne siano rappresentante per lo meno

al 50% anche in politica. Noi siamo come elettorato femminile maggioranza rispetto a quello

maschile e siamo minimamente rappresentate nelle istituzioni pubbliche, quali ad esempio il

parlamento, i consigli comunali o anche regionali.

Lo strumento per raggiungere questa parità?

Già nella passata legislatura il Ministro Prestigiacomo fece approvare la modifica dell’articolo 51

che dava dei mezzi che concretamente prevedeva la parità tra uomo e donna . Adesso però devono

essere realizzate delle leggi che abbiano veramente questa parità. In politica un suggerimento che

io do e anche molte mie colleghe di partito condividono, è quello di inserire nello statuto del partito

l’obbligo che nelle candidature il 50 % siano rappresentate da donne . Molte mie colleghe, anche di

altri partiti sono non del tutto d’accordo su questo punto perché dicono che noi donne non siamo

un’area protetta ma dobbiamo imporci con le nostre capacità. E’ vero. Però c’è anche un proverbio

che dice che il fine giustifica i mezzi per cui, se le quote rosa in questo momento ci possono

permettere di raggiungere appunto la parità, ben vengano le quote rosa.

Come si sta vivendo la crisi dei partiti a destra?

Forza Italia è forse il partito meno partito perché noi siamo nati come un movimento politico che ha

visto confluire tutte le altre forze che derivavano da altri partiti. Noi siamo, direi per principio,

contrari a quella che è la struttura del partito tradizionale come può essere quella dei DS o AN e

siamo più che altro un movimento di opinione. Indubbiamente c’è una crisi dei partiti strutturati

perché credo sia arrivato il momento che i partiti debbano rappresentare veramente gli interessi dei

cittadini . Si è creato un po’ uno scollamento tra le basi elettorali, tra i cittadini e il partito politico.

Evidentemente il cittadino non si sente più rappresentato in maniera adeguata. Spesso mi capita di

sentire, parlando con la gente, destra e sinistra sono tutti uguali. Quando si vanno a toccare i grandi

temi che interessano ai cittadini poi ognuno tira l’acqua al proprio mulino.

Che proposte farà Forza Italia per superare questo scollamento anche in vista delle elezioni

amministrative?

Noi stiamo lavorando perché vengano candidate almeno al 50 % molte donne, donne e giovani,

perché questo noi crediamo sia l’unico modo per coinvolgere la gente in quella che è la politica e in

quelli che sono i partiti . Spesso si dice spazio ai giovani ma purtroppo chi in politica c’è da molti

anni stenta a lasciare il campo ai giovani e anche alle donne. Quindi in primis coinvolgere nella

politica attiva donne e giovani e poi veramente cominciare a lavorare per gli interessi dei cittadini.

Lei ha due figli, è spostata e fa una professione quella dell’avvocato appunto, già molto

impegnativa. Qual è stata la molla che l’ ha spinta ad impegnarsi politicamente?

Le risponderò con estrema sincerità. Ho iniziato nel 1995 quando mi candidai per la prima volta al

consiglio comunale. E mi candidai perché erano gli anni in cui c’era una legge, che poi la corte

costituzionale ha ben pensato di abolire, che era quella che prevedeva l’obbligo per i partiti di

candidare nelle liste elettorali un terzo di donne, altrimenti decadeva il diritto di presentare la lista.

I dirigenti del mio partito, Forza Italia, mi fecero tanta corte per candidarmi, perché avevano

bisogno di donne. Quindi io sono entrata in politica perché i signori uomini avevano bisogno di noi

donne per presentare le liste. Poi, con grande meraviglia di tutti gli uomini, io fui quella che prese il

maggior numero di voti e da li è stato un crescendo, in cui mi ha appassionato sempre di più la

politica e ho iniziato a fare politica attiva.

Corinne Minore

solodonne@filmando.tv


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